Scenari di guerra. Spiragli di pace

Lingua:
Italiano
Sottotitolo:
Organizzano Pace per Gerusalemme e Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani in collaborazione con Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Religion Today Filmfestival, GVC Italia, Isit, Università degli Studi di Trento, Al Ard Film Festival
Area:
PARTECIPARE come cittadinanza attiva
Tipologia
ciclo di incontri film, incontri, convegno
Descrizione Costo
gratuito
Modalità d'iscrizione
La partecipazione è libera e gratuita.

Info: pacepergerusalemme@gmail.com, forum.pace@consiglio.provincia.tn.it, +39 0461 213176, www.facebook.com/Forumpace-Trentino-211669705558980/
Obiettivi
Programma:
22 settembre | ore 20.00 - Cinema Astra, "The wanted 18" di Amer Shomali e Paul Cowan, Palestina, Canada, 2014, 75’
29 settembre | ore 20.30 - Cinema Astra, "We cannot go there now, my dear" di Carol Mansour, Libano, 2014, 42’ e "Happy Holidays" di Luca Marvanyi, Israele 2011, 28’
30 settembre | ore 17.45 - CFSI, "Sguardi letterari su una terra occupata" conversazione con Wasim Dahmash, docente di letteratura araba Adel Jabbar, sociologo e saggista
1 ottobre | ore 14.00 - 18.00 - Università di Trento, Dip. di Sociologia, Aula Kessler, Via Verdi 26, Trento, CONVEGNO "Scenari di guerra Spiragli di pace"
Metodologia
Intervengono al convegno
Introduce ERICA MONDINI, Pace per Gerusalemme Coordina UGO TRAMBALLI
La situazione nel Vicino Oriente UGO TRAMBALLI, giornalista de Il Sole 24 Ore Noi, l’Europa e l’altra sponda mediterranea MICAELA BERTOLDI, CFSI e Pace per Gerusalemme Esperienze di dialogo/tradimento SAMI ADWAN, Peace Research Institute in the Middle East (PRIME) JEREMY MILGROM, Rabbini per i diritti umani JEFF HALPER, Comitato israeliano contro la demolizione delle case (ICAHD) Quello che la stampa non dice SAMIR AL QARYOUTI, giornalista Stampa Estera Roma Elaborare il passato, guardare al futuro dibattito coordinato da ADEL JABBAR, sociologo e saggista
Descrizione evento
Sull’altra sponda del Mediterraneo, una guerra di tipo nuovo, senza fronti né confini, ha già causato migliaia di morti e di profughi. Dentro tale contesto, il conflitto israelo-palestinese rappresenta una delle più emblematiche questioni irrisolte e uno dei focolai di contrapposizione. Israeliani e Palestinesi appaiono bloccati in un meccanismo di odio e violenza che non aiuta a metabolizzare il passato né a ipotizzare un futuro. A questo scenario drammatico si oppongono alcune persone e movimenti che coraggiosamente promuovono il dialogo con il “nemico”, assumendo personalmente un di più di responsabilità in ogni scelta, consapevoli che il futuro dipende dalla capacità di percorrere sentieri inediti e di comprendere le ragioni dell’altro.
Data Scadenza Iscrizioni
Responsabile Corso
Oberosler Marco